Il fenomeno delle fake news persiste ed è in aumento. Lo spot La vera storia di Tsutomu Yamaguchi fa riflettere su cosa giudichiamo vero o falso. Da vedere.

AGCOM ha pubblicato i dati sulla disinformazione on line: nei primi mesi del 2019 il fenomeno delle fake news è aumentato del 10% rispetto all’anno scorso. I dati sono tratti dal secondo numero dall’Osservatorio sulla disinformazione on line, e restituiscono un panorama poco rassicurante riguardo le notizie che vengono veicolate ogni giorno sul web.

Le fake news usano paura e rabbia come strumenti di controllo

Il 56% delle notizie false riguardano la cronaca e la politica. Il resto punta a confondere le idee dei lettori su temi di grande impatto emotivo, come il clima, l’immigrazione,  la disoccupazione e la criminalità. E per ogni argomentazione che alimenta rabbia e paura, c’è sempre qualcuno che propone una soluzione brevi manu, che potrà forse essere sbagliata per certi versi, ma anche sembrare l’unica.

Whatsapp nuova funzione per bloccare le fake news

In un prossimo futuro (la funzione è in fase di test in questo momento) Whatsapp dovrebbe arricchirsi di una funzionalità con cui segnalare alcuni messaggi con l’etichetta “frequently forwarded”. Non solo: con questa segnalazione i messaggi in questione verranno bloccati e nessuno dei membri del gruppo avrà la possibilità di inoltrarli. Un’integrazione che potrebbe aiutare a ridurre la diffusione di queste notizie, considerando che nonostante gli utenti siano abituati a ricevere catene e messaggi, con inviti più o meno insistenti ad essere diffusi, non sempre risulta chiaro che si tratta di fake news, redatte con il solo obiettivo di essere diffuse e muovere l’onda emotiva di cui si alimentano.

Lo spot La vera storia di Tsutomu Yamaguchi

Boatos.org è un gruppo di giornalisti che dal 2013 lavorano per la verità, e per smontare le notizie false che girano nel web. Lo spot di Boatos.org è stato realizzato dall’agenzia brasiliana Filadelfia di Belho Horizonte e affronta il tema con un cortometraggio animato che fa riflettere su come la falsa informazione minacci la nostra capacità di credere al (e di avere fiducia nel) vero.  “Le storie vere possono sembrare false e le storie false possono sembrare vere”, si legge nel copy. Provare per credere: la storia di Tsutomu Yamaguchi ne è un chiaro esempio.

L’importante è non perdere l’umana qualità di saper (ri)conoscere la differenza.

La percezione può essere manipolata: saperlo rende liberi

Quello che nessun algoritmo potrà mai fare

Qualsiasi fatto può essere interpretato in maniera diversa, persino in maniera antitetica. Se Whatsapp riuscirà a breve a etichettare come falsa una certa notizia è grazie a un algoritmo che rileva una regola. Anche la mente dell’uomo è alla ricerca di consuetudini che permettano di creare scorciatoie tra la percezione e la valutazione di un certo fatto, perchè la cognizione umana è un processo complesso, che (è bene sottolinearlo in questi tempi strani) nessuna intelligenza artificiale può eguagliare.

Cosa influisce sulla percezione

La capacità umana di recepire, mettere in relazione tra loro, e decodificare una quantità infinita di informazioni, è unica nella sua natura. Ogni secondo, elaboriamo una enorme quantità di informazioni, proveniente da più stimoli, ognuno elaborato da cinque sensi diversi che contemporaneamente fanno rapporto al cervello, che a sua volta ne elabora una decodifica. E non finisce qui: questi dati vengono messi in relazione con i nostri interessi, componenti culturali, umore, stato fisico, meteo e persino momento della giornata.

Un processo complesso e necessario che ci aiuta a comprendere, per esempio, che il rumore rombante, e le vibrazioni sotto in nostri piedi segnalano l’arrivo della metropolitana, e non un cataclisma. Lo stesso fatto può essere vissuto come un fastidio insopportabile se siamo alla fine di una giornata pesante e abbiamo un’emicrania in atto. Oppure con sollievo, se siamo in ritardo e dobbiamo raggiungere la parte opposta della città.

Oppure, il sapore del nostro cibo preferito può essere diverso se ci riferiscono che è caduto a terra, e che il cameriere lo ha rimesso nel piatto.

Questo significa che tra gli elementi utili alla decodifica delle nostre percezioni, anche l’informazione che abbiamo a disposizione riguardo un certo fatto ha il suo peso. Un peso fondamentale.

Allenare la percezione per difendersi dalle manipolazioni

Come per ogni capacità anche la percezione può essere allenata. Come? Alcuni spunti:

  • Allenare la curiosità: farsi domande, farsi venire il dubbio, chiedersi sempre chi e perché ci sta dando una certa informazione. Quale può essere la fonte, l’origine dei fatti.
  • Apertura mentale: analizzare gli eventi da più punti di vista, allenare la mente a mettersi nei panni di.
  • Conoscersi: riconoscere quali scorciatoie mentali siamo più propensi a mettere in atto. Analizzare a freddo le nostre reazioni a caldo.
  • Verificare: verificare le informazioni prima di farle nostre (e condividerle)

Come lavora una fake news: essere (o non essere) strumenti di diffusione di massa

Una notizia falsa punta a scatenare una reazione emotiva del lettore, e di norma contiene un invito sottinteso a “farla girare”. L’obiettivo è guidare opinioni, conoscenze e scelte degli interlocutori a cui si rivolge, alimentando il boato mediatico di voci su un certo fatto.

Assecondare questo invito (rifiutandosi di analizzare cosa si sta veicolando) comporta la negazione della nostra stessa umanità. Chi diffonde fake news, al pari di uno strumento, compie un’azione sulla base di pochi parametri di valutazione come l’algoritmo di whatsapp: di indubbia utilità ma con i limiti naturali che la sua natura meccanica comporta.

L’incredibile storia (vera) di Tsutomu Yamaguchi dimostra che non solo il falso può essere preso per vero, ma anche il vero può essere scambiato per falso. La soluzione è nelle infinite risorse della mente umana, e nel buon senso, in cui varrebbe la pena tornare a confidare.

Tsutomu Yamaguchi protagonista di una storia incredibile - riconoscere fake news


Fonti:
Ansa
Tecnoandroid
NeU

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