Fare comunicazione significa dover costruire ogni volta qualcosa di diverso con lo stesso numero finito di elementi a disposizione: le parole. È il bello e il brutto di questa professione. È un lavoro che costringe a misurarsi quotidianamente con il concetto di potenziale.

Web e carta: due tipi di lettura differenti

Le parole scritte per il web utilizzano un potenziale diverso rispetto a quelle scritte per la carta, perché vengono lette in maniera differente. Conoscere queste differenze significa comprendere al meglio l’esperienza di lettura, per progettare testi che, oltre a essere trovati possano risultare utili.

Lettura su schermo

  1. Lo schermo emette luce, la carta per sua natura, la riflette. Leggere sullo schermo affatica gli occhi, i quali si muovono rapidi sulla pagina, alla ricerca dell’essenziale, dell’informazione minima.
  2. Un testo sul web può avere diverse vie di uscita, e non è scontato che un lettore arrivato alla fine prosegua con la successiva (anche perché non esiste una vera e propria successione numerica di pagine). Per la verità non è nemmeno così scontato che legga il testo per intero. Il web ha una struttura ipertestuale che porta il lettore a concentrarsi meno sul testo, e a destinare una buona parte di attenzione alla ricerca di informazioni più specifiche, più attendibili, più adatte a risolvere il suo problema.
  3. Il turista internauta consulta il web per trovare una soluzione, e questo influisce sul tipo di lettura che risulta veloce e non mira ad acquisire concetti. Più che leggere, il lettore interroga il web.
leggere su schermi retroilluminati

Lettura su carta

  1. Leggere su carta rende possibile una lettura più analitica e attenta, perché l’occhio sostiene tempi di lettura più lunghi prima di affaticarsi.
  2. La lettura su carta procede in una direzione: dal’inizio del testo alla fine. Gli occhi si muovono da sinistra verso destra, e arrivati all’ultima riga, di norma, l’unico modo per procedere è voltare pagina. Da un libro (depliant, brochure, manuale) un lettore si aspetta una maggiore completezza di informazioni. Questo influisce sulla profondità di lettura e sulla concentrazione.
  3. Sui libri si studia; l’informazione cartacea è offre spunti di approfondimento; anche la marketing literature, pur con un intento promozionale, offre informazioni complete su un prodotto o un servizio. Così siamo abituati a leggere un testo su carta con una predisposizione mentale diversa: per comprendere, memorizzare, per leggere dall’inizio alla fine. Oppure per farci trasportare da una storia.

Lettura su carta e concentrazione

La promessa della parola scritta

Mettersi nei panni del lettore può non essere semplice ma è fondamentale. Ogni parola, che sia destinata al web o alla carta, viene scritta per essere letta e sottende una promessa: che sia comprensibile innanzitutto, e che dica il vero.

Ma dovrà anche avere la capacità di generare qualche tipo di interruzione nella mente del lettore, il quale sceglierà di leggere (lasciando perdere quello che stava facendo) se avrà una buona ragione: conquistare un’informazione nuova, una prospettiva più ampia o al contrario l’analisi di un dettaglio. Oppure per ascoltare una storia.

Artigiani di parole

Quella dell’artigiano che forgia testi è un’analogia frequente in questo settore. Il professionista mette in campo quello che sa, con un occhio attento a cosa si dice e si è già detto, e con il terzo occhio rivolto al substrato dove prendono forma nuovi concetti e associazioni mai sperimentate. Perché il lettore impara e si annoia in fretta.

 

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Fonti: Diritto24

2 thoughts on “Stesse parole, letture diverse: tra web e carta”

  1. È proprio quello che molti ancora non comprendono: nel web non ci sono testi, ma ipertesti. Bisogna scrivere con questo concetto bene in mente. E, come hai detto, scrivere in modo da far orientare il lettore nel testo, che non legge tutto, se non raramente.

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